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Istituto Papirologico Girolamo Vitelli

“Santa Caterina d’Egitto. L’Egitto di Santa Caterina”

L'Istituto Papirologico ha realizzato la mostra “Santa Caterina dEgitto. L’Egitto di Santa Caterina” (Oratorio di Santa Caterina delle Ruote, via del Carota, Ponte a Ema - Bagno a Ripoli, 8 aprile – 11 giugno 2017).

Per informazioni pratiche è possibile scaricare il volantino della mostra.

La presenza degli splendidi affreschi realizzati nella Cappella da Spinello Aretino per illustrare le vicende di una giovane egiziana vissuta nella seconda metà del III secolo d.C., ha dato lo spunto per la ricostruzione dell’ambiente sociale e culturale in cui avrebbe potuto svolgersi l’esistenza della Santa: le testimonianze cronologicamente e geograficamente più vicine all’età e ai luoghi di Caterina sono proprio i documenti e i testi letterari scritti su papiro, i reperti archeologici, i frammenti di abiti e gli oggetti di vita quotidiana scelti per questa occasione.

Il percorso, dunque, ci permette di rendere ancora più ‘realistiche’ e ‘tangibili’ le immagini degli affreschi: il visitatore potrà ‘vedere’ la bellezza mediterranea di Caterina e ricostruirne la cultura, attraverso il suo percorso scolastico, e, inoltre, i proventi della ricchezza familiare, gli abiti che indossava, gli oggetti della sua toelette, le sue occasioni di svago, e perfino ipotizzarne le preferenze alimentari.

E, sullo sfondo, i grandi avvenimenti: l’imposizione statale di sacrificare agli idoli pagani, per limitare la diffusione del Cristianesimo, e per imporre soprattutto il potere imperiale. Sono proprio i papiri che rendono vivi questi avvenimenti lontani nel tempo, attraverso l’immediatezza delle dichiarazioni dell’avvenuto sacrificio agli Dei, realizzate da uomini e donne che altrimenti la Storia avrebbe condannato all’oblio. E sono ancora i papiri che mostrano, per il mondo tardo antico, le varie fasi della trasformazione dalla società pagana al Cristianesimo, attraverso testi e documenti pubblici, ma anche lettere private e immagini, fra scontri aperti e interazione di due modi ben diversi di intendere l’umano e il divino.

Dunque, un percorso espositivo tridimensionale, dove la parola scritta prende forma nell’oggetto materiale esposto; dove i testi e i reperti, affiancati dalle immagini degli affreschi trecenteschi, guideranno i visitatori in un viaggio in cui storia e leggenda si fondono.


 
ultimo aggiornamento: 31-Mar-2017
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